Centro Ceschia
Accesso
Dal centro di Tarcento si scende verso il fiume seguendo le indicazioni per Centro culturale / biblioteca. Parcheggi nelle vicinanze; collegamento pedonale con il centro storico.
Gli orari di apertura, il calendario degli eventi e le modalità di utilizzo degli spazi (sale, servizi, prestiti) sono aggiornati nei canali del Comune di Tarcento e della biblioteca civica.
Info
Località
Centro europeo “Luciano Ceschia” e Biblioteca civica “Pierluigi Cappello”, area ex caserma sul Torre, Tarcento (UD).
Accesso
Dal centro di Tarcento si scende verso il fiume seguendo le indicazioni per Centro culturale / biblioteca. Parcheggi nelle vicinanze; collegamento pedonale con il centro storico.
Gli orari di apertura, il calendario degli eventi e le modalità di utilizzo degli spazi (sale, servizi, prestiti) sono aggiornati nei canali del Comune di Tarcento e della biblioteca civica.
Centro europeo “Luciano Ceschia” e Biblioteca civica “Pierluigi Cappello”, area ex caserma sul Torre, Tarcento (UD).
Accesso
Dal centro di Tarcento si scende verso il fiume seguendo le indicazioni per Centro culturale / biblioteca. Parcheggi nelle vicinanze; collegamento pedonale con il centro storico.
Gli orari di apertura, il calendario degli eventi e le modalità di utilizzo degli spazi (sale, servizi, prestiti) sono aggiornati nei canali del Comune di Tarcento e della biblioteca civica.
Sul greto del Torre, dove un tempo lavoravano operaie di filanda e poi soldati di caserma, oggi c’è la casa dei libri e della vita culturale di Tarcento: il Centro europeo “Luciano Ceschia” con la biblioteca civica “Pierluigi Cappello”. L’edificio nasce a fine Ottocento come stabilimento produttivo a servizio del fiume e dell’energia idraulica. Nel Novecento diventa caserma alpina, punto di riferimento militare per la valle. Con la dismissione e il terremoto del 1976 il complesso entra in una lunga fase di abbandono, fino al progetto di recupero che lo trasforma in Centro europeo intitolato allo scultore Luciano Ceschia, tarcentino, tra le voci più originali dell’arte friulana del secondo dopoguerra.
Il restauro conserva la struttura allungata parallela al Torre, le grandi aperture e la ciminiera, ma ripensa gli interni come spazi flessibili: sale espositive, ambienti per incontri, aule per laboratori. Un contenitore contemporaneo che mantiene leggibile l’origine industriale e militare.
La biblioteca civica “Pierluigi Cappello”
Nel 2010 la biblioteca civica trova qui la sua sede definitiva. Non solo uno spostamento di scaffali, ma una vera riprogettazione: sale lettura luminose affacciate sul fiume, spazi dedicati a bambini e ragazzi, emeroteca, angoli per lo studio silenzioso e per il lavoro in gruppo.
Nel 2018 la biblioteca viene intitolata a Pierluigi Cappello: poeta friulano, cittadino onorario di Tarcento, legato al paese da letture pubbliche, incontri e un dialogo lungo anni con lettori e scuole. Il suo nome oggi sta sulla facciata e dentro il programma culturale: serate di poesia, presentazioni, laboratori di scrittura, percorsi di lettura che portano la sua traccia.
La biblioteca conserva fondi legati alla storia locale e alla letteratura contemporanea, ospita sezioni tematiche su Friuli, montagna, memoria, oltre a una ricca proposta per bambini e ragazzi con letture animate e attività dedicate.
Eventi, incontri, vita culturale
Durante l’anno il Centro Ceschia è uno dei luoghi più vivi di Tarcento. Qui si tengono:
— Presentazioni di libri con autori e case editrici del territorio e nazionali
— Rassegne di poesia e incontri dedicati a Pierluigi Cappello e alla poesia contemporanea
— Conferenze su storia, ambiente, arte, montagna
— Attività per le scuole, laboratori creativi, progetti di educazione alla lettura
— Serate tematiche, piccole mostre, proiezioni, momenti pubblici legati agli eventi della città
La combinazione tra biblioteca, sale conferenze e spazi espositivi rende il Centro Ceschia un punto stabile per chi a Tarcento legge, studia, organizza iniziative o semplicemente vuole partecipare alla vita culturale del paese.
Luciano Ceschia
Tarcento 1926 – Udine 1991
Scultore e pittore friulano. Nato in una famiglia contadina, si forma tra botteghe artigiane e studi artistici, poi viaggia tra Jugoslavia, Svizzera e Francia prima di rientrare in Friuli negli anni Cinquanta.