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Il Torre

Il Torre Nasce tra i Monti Musi, in una delle zone più piovose d’Europa, a 529 metri di quota, e percorre 70 chilometri verso sud attraversando boschi, forre e paesi, fino a sfociare nell’Isonzo in località Papariano.

A Tarcento la valle si apre e il suo carattere si fa più morbido, quasi domestico. Dopo Reana del Rojale, succede qualcosa di straordinario: le acque spariscono nel sottosuolo permeabile della pianura, il letto si allarga fino a 500 metri di ghiaia bianca.

Poi il Torre riaffiora, riprende forza e raggiunge l’Isonzo.

Info
Il Torre Nasce tra i Monti Musi, in una delle zone più piovose d’Europa, a 529 metri di quota, e percorre 70 chilometri verso sud attraversando boschi, forre e paesi, fino a sfociare nell’Isonzo in località Papariano.

A Tarcento la valle si apre e il suo carattere si fa più morbido, quasi domestico. Dopo Reana del Rojale, succede qualcosa di straordinario: le acque spariscono nel sottosuolo permeabile della pianura, il letto si allarga fino a 500 metri di ghiaia bianca.

Poi il Torre riaffiora, riprende forza e raggiunge l’Isonzo.

C’è un suono che accompagna Tarcento da sempre. È il suono dell’acqua — dell’acqua che scende, che scorre. È il Torre.

Nasce in una delle zone più piovose d’Europa, ai piedi del monte Sorochiplas nelle Prealpi Giulie, a oltre 500 metri di quota. Piste Ciclabili Da lì scende deciso, scavandosi una profonda forra nella prima catena montuosa, ben visibile dalla pianura friulana Piste Ciclabili, fino a raggiungere Tarcento, dove la valle si apre e il torrente respira.

E qui, proprio qui, la storia si fa più intensa.


Acqua che dà la vita
Poco sopra l’abitato di Tarcento si trova la Cascata di Crosis, dove tra il 1897 e il 1900 Arturo Malignani realizzò uno dei primi impianti idroelettrici della regione, per rifornire di energia le tessiture e filande del territorio. Furlan Cycling Un atto pionieristico, quasi visionario, che dice molto del rapporto speciale tra questa città e la sua acqua: il Torre non era solo un confine naturale o uno sfondo paesaggistico, era una risorsa, una forza motrice, un alleato.

Le sue acque, di ottima qualità, alimentano ancora oggi l’acquedotto di Udine, un dono silenzioso che il Torre fa ogni giorno alla pianura.


Città dell’acqua e del fuoco
Tarcento si è guadagnata nei secoli l’appellativo di Città dell’acqua e del fuoco: da una parte l’anima naturale legata al Torre, dall’altra quella tradizionale, legata ai pignarûl. Due elementi opposti che convivono nella stessa identità, e che insieme la rendono unica.


Camminare lungo le rive
Le fredde acque del Torre hanno modellato le aspre Prealpi Giulie, un territorio ancora selvaggio e ricco di bellezze botaniche, faunistiche e geologiche. Piste Ciclabili Oggi chi cammina lungo le sue rive trova boschi silenziosi, scorci improvvisi, il riflesso delle montagne sull’acqua. I boschi che circondano il corso del Torre sono scenari ideali per escursioni brevi e lunghe in ogni stagione — custodi di storia, leggende e antiche fatiche umane, con le tracce del passaggio dell’uomo ancora leggibili nel paesaggio. Le acque limpide e le piccole cascate che si alternano lungo il corso creano un paesaggio che cambia continuamente, sorprendendo ad ogni curva.

Esiste un detto friulano che recita: “Nol cjate un clap te Tor!” — “non trova un sasso nel Torre!” — usato per indicare una persona incapace di fare le cose più semplici. Un omaggio ironico a un torrente che di sassi, invece, ne è sempre stato pieno.

Unica al mondo
È la prima diga al mondo a doppio arco parabolico con superficie convessa a monte. Una soluzione ingegneristica straordinaria per l’epoca, che Malignani rese ancora più speciale con una scelta insolita: optò per rivestirla in pietra locale, volendola integrare il più possibile nell’ambiente naturale circostante. Scompare nel paesaggio, sembra quasi farne parte, assumendo un aspetto quasi magico. Secondo Carlo Semenza, è la diga ad arco più vecchia d’Italia.


L’idea che c’era dietro
L’obiettivo originario di Malignani era fornire energia elettrica alla linea tramviaria che collegava Tarcento con Udine. Il progetto cambiò strada mentre era ancora in costruzione, la diga fu venduta al cascamificio di Bulfons, che all’epoca aveva una realtà industriale in forte crescita. Ancora oggi la manifattura continua la sua attività con la produzione di filato di seta di prima qualità destinato alle grandi realtà della moda italiana.


Cent’anni e non sentirli
La diga di Crosis è sopravvissuta a entrambe le Guerre Mondiali senza riportare alcun danno. Ancora più straordinaria è stata la sua resistenza al devastante terremoto del maggio 1976, che rase al suolo buona parte del Friuli. La diga era ancora lì, intatta.
Oggi entrambe le centraline idroelettriche — quella di Crosis e quella di Vedronza, ristrutturata tra il 2018 e il 2020 — funzionano e garantiscono energia green.

Tre percorsi per tutti lungo il Torre

Da Tarcento alle Cascate di Crosis
È il percorso più amato, quello che si consiglia a tutti, famiglie, bambini, chi vuole semplicemente staccare per qualche ora. Uno dei tratti più belli è quello che collega Tarcento alle Cascate di Crosis, tra le frazioni di Intissans e Zomeais: il percorso si sviluppa seguendo il corso del fiume, tra rocce e acque cristalline. Le cascate raggiungono i 38 metri di altezza e si trovano ai piedi del Monte Stella: si può arrivarci lungo un sentiero che costeggia il Torre tra forre e scorci spettacolari, oppure su una strada più comoda e adatta a tutti, cani inclusi. Ai piedi della cascata in estate ci si può fare il bagno, sdraiati sulle spiagge di sassi e ghiaia. Tempo di percorrenza: circa un’ora. Adatto a tutti.


Il Sentiero Tai Roncs Dal Soreli
Parte dal bivio tra via del Castello e via Riviera, è lungo 5 chilometri con un dislivello di 150 metri. Si può percorrere a piedi o in mountain bike, attraversa colline, castagneti, ville e borgate storiche. Furlan Cycling Un percorso che unisce la natura al paesaggio costruito, con scorci che raccontano secoli di storia locale.


Il Percorso Circolare dell’Alta Val Torre — fino a Vedronza
Per chi vuole di più. I sentieri che percorrono l’Alta Val Torre, da Tarcento fino a Vedronza, attraversano torrenti, boschi e prati, percorribili a cavallo, in bici o a piedi. Piste Ciclabili Lungo il cammino si incontra un antico ponte di pietra in mezzo al bosco — un manufatto che collega il Borgo Pers alla Pieve di Stella, e che secondo la tradizione locale faceva parte di una via romana verso l’Austria. Che sia vera o no, è una storia che vale la pena portarsi a casa.