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San Biagio

Località
Aprato, frazione di Tarcento

Accesso
La chiesa si trova lungo la strada che collega Tarcento a Magnano in Riviera; il sagrato è leggermente rialzato rispetto alla carreggiata e la torre campanaria è ben visibile arrivando dal fondovalle.

Contesto
L’edificio appartiene al sistema delle chiese storiche legate alla pieve di San Pietro e alla stagione della ricostruzione successiva al terremoto del 1976, quando il progetto di Leonardo Miani riprende le forme documentate nel corso dei secoli.

Per orari di apertura visite guidate e celebrazioni si può fare riferimento alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Tarcento.

Info
Località
Aprato, frazione di Tarcento

Accesso
La chiesa si trova lungo la strada che collega Tarcento a Magnano in Riviera; il sagrato è leggermente rialzato rispetto alla carreggiata e la torre campanaria è ben visibile arrivando dal fondovalle.

Contesto
L’edificio appartiene al sistema delle chiese storiche legate alla pieve di San Pietro e alla stagione della ricostruzione successiva al terremoto del 1976, quando il progetto di Leonardo Miani riprende le forme documentate nel corso dei secoli.

Per orari di apertura visite guidate e celebrazioni si può fare riferimento alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Tarcento.

La storia della chiesa di San Biagio affonda nel Medioevo. Nel 1313 i documenti parlano di una chiesa dedicata a Tutti i Santi, piccolo edificio rurale legato alla pieve di Tarcento. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento l’edificio entra in una lunga stagione di lavori che culmina nel restauro completo successivo al terremoto del 1511.


Nel Seicento la dedicazione passa a San Biagio vescovo e martire, figura molto vicina alla devozione popolare. Nel 1912 un ulteriore intervento amplia la chiesa con l’aggiunta dell’atrio frontale. Il terremoto del 1976 provoca il crollo quasi totale dell’edificio; tra il 1987 e il 1990 la chiesa viene ricostruita su progetto dell’architetto Leonardo Miani di Udine, riprendendo le forme storiche e restituendo ad Aprato il suo luogo di riferimento liturgico. Nel 2008 la torre campanaria viene restaurata, completando l’insieme con un segno verticale riconoscibile lungo la valle.


Architettura esterna
San Biagio è una chiesa ad aula unica orientata, con presbiterio rettangolare profondo di volume più contenuto rispetto all’aula e due corpi laterali bassi che ne completano il profilo. Il sedime risulta rialzato rispetto alla strada e sottolinea l’ingresso al recinto sacro. Discosta dalla chiesa, la torre campanaria si alza come elemento autonomo, in dialogo con il paesaggio di Aprato.

Il fronte principale è preceduto da un pronao profondo, timpanato e ribassato, definito da un muretto di basamento che corre su tre lati. Su questo basamento si impostano quattro colonne frontali binate e due laterali; una gradinata di sei alzate accompagna alla soglia, creando una salita lenta verso l’interno. Dietro il pronao la facciata a capanna si presenta con un portale in pietra, incorniciato da due finestre rettangolari, e un semplice cornicione perimetrale che conclude il volume con una linea netta.


Architettura interna
L’interno si sviluppa in aula unica, ampia e regolare, coperta da tetto ligneo a capriate che resta a vista e costruisce lo spazio con un ritmo deciso. Le pareti sono tagliate a metà da una sottile linea marcapiano in sottosquadro; sopra questa linea si aprono due finestre rettangolari per lato, che portano luce naturale alta e diffusa. In fondo all’aula, la parete che introduce al presbiterio ospita due piccole nicchie con statue, come segni di devozione incastonati nel muro.

Il presbiterio si distingue per forma e trattamento. Il volume, più stretto e profondo, è coperto da volta a botte e si differenzia dall’aula per la bicromia tra superfici, oltre che per la lunetta di fondo in cui si aprono cinque oculi allineati. L’area è articolata in due livelli: il primo rialzo, di due gradini, accoglie l’altare celebrato; un secondo salto di tre gradini conduce all’altare storico, collocato in posizione arretrata, sulla parete di fondo. In controfacciata un soppalco ospita la cantoria, affacciata sull’aula. A terra, il pavimento in piastrelle di cotto è attraversato da due bande in lastre di marmo che marcano l’allineamento dei banchi e accompagnano lo sguardo verso il presbiterio, come binari visivi.


Arredi
L’assetto liturgico attuale nasce nella fase di ricostruzione successiva al sisma. L’altare rivolto all’assemblea occupa il primo livello del presbiterio, in posizione centrale e ben leggibile. Sul gradino più alto l’altare storico mantiene il legame con la tradizione, come fondale e memoria delle celebrazioni precedenti. Le nicchie con statue nella parete di fondo, l’eventuale presenza di crocifisso e arredi lignei semplici completano uno spazio che punta su equilibrio, chiarezza e riconoscibilità dei diversi fuochi: parola, eucaristia, devozione.