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San Pietro

Il Duomo di San Pietro Apostolo è la chiesa più antica e più stratificata di Tarcento e forse la più sorprendente. Le sue origini risalgono al V secolo, quando sorgeva qui una piccola chiesa paleocristiana.

Info
Il Duomo di San Pietro Apostolo è la chiesa più antica e più stratificata di Tarcento e forse la più sorprendente. Le sue origini risalgono al V secolo, quando sorgeva qui una piccola chiesa paleocristiana.
Architettura esterna
La facciata del Duomo è a salienti in pietra viva, con un disegno semplice e saldo.


Elementi principali:
Portale gotico strombato del Quattrocento, con archivolto aggettante. Al centro del timpano una piccola finestra circolare che porta luce alla navata. Addossato al fronte, il campanile settecentesco a pianta quadrata, con cella a bifore e orologio, che segna il profilo del centro storico.
Le origini della pieve risalgono tra IV e VI secolo, in età patriarcale: in quell’area esisteva già un luogo di culto cristiano, come confermano le indagini archeologiche e i resti visibili sotto il pavimento vetrato.

Nei secoli la chiesa cambia più volte volto:

Fase romanica, con un edificio più semplice e raccolto.
Nel XV secolo ampliamento in una chiesa a tre navate (il portale gotico della facciata è del 1424).
Tra 1730 e 1741 si innalza il campanile attuale.
Tra 1772 e 1792 la chiesa viene riedificata nelle forme che, con aggiunte successive, sono arrivate fino a noi.
Nell’Ottocento si aggiungono le sacrestie e si prolungano le navate laterali.
All’inizio del Novecento il presbiterio viene ampliato e chiuso da un’abside con cupola.
Dopo il terremoto del 1976 il Duomo è restaurato, con interventi di consolidamento e aggiornamento degli interni.

Interno e opere
L’interno è a tre navate: una centrale ampia, affiancata da due laterali più basse. La prospettiva porta lo sguardo verso il presbiterio rialzato, raggiunto da una breve scalinata.

Al centro domina il grande altare maggiore barocco in marmo policromo, proveniente dal monastero di Santa Maria della Cella di Cividale: colonne tortili e lisce, statue, angeli e marmi di colori diversi incorniciano la pala di Odorico Politi con La consegna delle chiavi a San Pietro.

Lungo le navate si susseguono: Altari laterali sette–ottocenteschi, tele devozionali, affreschi e decorazioni che raccontano il gusto e la spiritualità dell’epoca.

Vicino all’ingresso laterale sinistro è collocato il fonte battesimale in pietra rossa, opera di Giacomo Toffoletto (1576), mentre le acquasantiere settecentesche accompagnano l’accesso in chiesa.

In controfacciata, sopra il portale principale, troneggia il grande organo sinfonico Malvestio (1908), con oltre duemila canne: uno degli strumenti più importanti della diocesi, restaurato dopo il 1976 e ancora oggi protagonista di concerti e rassegne.

Un elemento distintivo dell’interno è il pavimento trasparente davanti all’altare maggiore: una lastra vetrata permette di vedere le strutture più antiche della pieve, rendendo leggibile la lunga stratificazione della chiesa.

Ma la vera sorpresa è sotto i piedi: gli scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di ben quattro chiese sovrapposte, oggi visibili attraverso una porzione di pavimento trasparente. Una chiesa dentro la chiesa, e poi un’altra ancora. Custodisce inoltre copie di due capolavori assoluti: la Crocifissione di San Pietro del Caravaggio e la Deposizione di Cristo di Raffaello.